La signora delle rose - di Nidal Hamad

 Traduzione a cura di Asma Gherib
 

Arrivava ogni giorno al mattino e per il lungo e stretto viale che conduce al suo giardino pensile, camminava ondeggiando leggermente il corpo. Il cappello strano le copriva quasi del tutto il volto, da lontano, con quel cappello asiatico e i suoi movimenti delicati, sembrava una delle compagne di Ho Chi Minh. Dava il buongiorno alle rose del giardino e poi si fermava davanti alla più bella e la accarezzava come fa una madre con i capelli della propria figlia. Raddrizzava un po’ lo stelo, che fa da sostegno alle rose, scompariva per alcuni istanti per ritornare con il secchio di acqua e mentre annaffiava la terra e lavava le rose sistemandole con un ordine perfetto, le farfalle colorate volteggiano intorno a lei. Quando giungeva il momento di partire, si fermava a contemplare il panorama e salutava le rose che sapevano quando arrivava il momento di dare l’addio alla signora anziana la quale, prima di andare via, aggiustava il suo cappello nero e sussurrava alle sue rose parole che nessuno poteva capire se non le rose di quel giardino.